in: toxicity, deep inside, purple rain, voglio volere

 


take care of you



se ne è andato anni fa pier, ucciso dall'aids 
se n'è andato lasciandomi senza parole, le sue parole o quelle da lui ispirate, come queste:

vorrei le mie ciabatte. vorrei la mia casa. vorrei il mio letto da ragazzo, vorrei addormentarmi nel mio letto da ragazzo, vorrei l'abbraccio largo di mia nonna, vorrei sentire i fianchi di mia madre mentre la stringo bambino sul sellino dietro la sua bicicletta, mentre corriamo sulle strade strette fra i fossi verso la campagna, vorrei sentire il suo cuore pulsare veloce come quello di un gatto tra le mie mani, il vento azzurro del mattino, vorrei un bacio lungo, un ultimo lunghissimo bacio azzurro in cui affogare.
vorrei essere sempre felice, come quando mia madre pedalava.


è andato via senza darmi il tempo di abituarmi a fare senza, lasciandomi senza diritti e con un vuoto dentro faticoso da riempire
e con cosa, poi?

a volte guardo i miei ragazzi, quelli della comunità, e mi chiedo quanti di loro abbiano contratto il virus.
me lo domando senza pregiudizi, non limitando alcun contatto con loro che hanno fatto vita di strada per anni, che hanno creduto di fare una scelta mentre in realtà subivano la pesantezza della loro mancanza di volontà
non so quanti siano ammalati ma vorrei che non mi mancasse mai nessuno di loro
non mi importa dei loro errori, dei danni che hanno fatto, neanche del male che anche indirettamente hanno seminato
voglio solo che nessuno di loro possa lasciare un vuoto dentro me, per nessuna causa

voglio che questa giornata non sia solo una ricorrenza tanto ovvia quanto inutile
voglio che esista la cognizione del dolore che si può evitare con poco
anche con una siringa nuova
anche con un condom



*lo scritto è di filippo betto, dal libro certi giorni sono migliori di altri giorni
 

lightofyoureyes: 20:44 |martedì, 01 dicembre 2009|

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in: voglio volere, change happens, pura e vergine e unica, luce oltre



wild mood swing



c'erano falchi e colombe che volteggiavano fra soffitto e pavimento, avvicinandosi ogni tanto per dare qualche deliziosa beccata a questo corpo aperto dalle mie stesse mani, spalancato con una perfetta  incisione a Y in modo da offrire quanto di meglio io possa contenere: rabbia, rancore, bile, fastidio, noia, ribrezzo.

lentamente indugiavo con le dita porgendo doni a uccelli mai sazi e, con profonda soddisfazione, mi accorgevo che non erano i falchi quelli più affamati, bensì le candide colombe. così delicate e incisive  nel fare lavoro di cesello non lasciando neanche un frammento di carne o una goccia di sangue, il piccolo muso che diventava rosso acceso non cedeva il passo ad arti ben più possenti.

hai finito? ho domandato ad una di loro. piccoli occhi tondi mi hanno squadrata, espressivi e golosi. 
non ho aspettato risposta.
mi sono alzata dal selvatico desco lasciando svolazzare piume screziate e, abbracciando il meglio di me stessa, ho sorriso. l'anima nettata mi dava sollievo, bella e trasparente e guerriera l'ho vista alzarsi con me  e vestirsi di femmina dimenticata, gocciolante e umida e calda.

è lei che ha letto, è lei che ha scritto, è lei che ha ricevuto risposte attese  ma incredibilmente scontate.

sicura che si possa fare di meglio e di più.


i'm sorry - blame infatuation - blame imagination -
i was sure you'd be the one but i was wrong -
it seems reality destroys our dreams -
i won't forget you - blossom -






strange attraction spreads its wings
it varies but the smallest things
you never know how anything will change


lightofyoureyes: 11:31 |domenica, 24 maggio 2009|

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in: segreti, voglio volere, 1773 volte



un filo sottile



che mi avvolge e mi stringe lo stomaco
un impercettibile turbamento dell'anima
un'agitazione sempre nuova
un malessere
una inspiegabilmente piacevole sensazione di inadeguatezza
un dolore inconsistente ma pregnante e preciso
il vizio
imprescindibile come fosse vitale
di riavvolgere le parole
per avere la certezza di non averle fraintese
di riascoltarle con voce altrui
come se fossero sempre nuove
l'ammissione
di avere bisogno come fosse una colpa
di sentire brividi volutamente sedati
di sentirmi nuda e violata
la voglia
la fame
la sete






lightofyoureyes: 21:24 |domenica, 08 febbraio 2009|

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