
in: toxicity, fragile, stracciata, è che oggi gira così

38.9
e tutti si allarmano.
e io mi annoio.
ché la vera cosa brutta dell'influenza è la noia che salta addosso, che non viene mitigata da libro, pc, tv, telefono.
niente, mi annoio e basta.
ci sono gli eroi che vorrebbero venire a trovarmi, forse per vedere se effettivamente questo virus A cambia qualcosa nella fisionomia umana, forse per dirsi solidali, forse ancora per amicizia, niente di meno che amicizia.
eppure io non ce la faccio.
quella vena odiosa di autosufficienza da conclamare in ogni caso, anche quando effettivamente mi farebbe piacere -e non di meno comodo- godere della disponibilità delle persone a far le cose di tutti i giorni: un po' di spesa, due chiacchiere, il caffè.
c'è che in questi casi io vorrei solo patatine fritte e zigulì. da mia mamma.
ritornare bambina e stare a letto, nel lettone, sì! ché quando si è ammalati, da bambini, ci si sposta nel lettone e si gode di piccole cose come latte caldo col miele, nanna, patatine fritte difficili da mandare giù con la gola in fiamme ma che buone, nanna, camomilla, nanna, zigulì.
da grandi...da grandi, mah...io faccio da sola. con la soddisfazione di dire no e un urlo dentro che chiede perché no, perché.
pare che cani e gatti siano sensibili al virus A. la mia preoccupazione ora è quella di non contagiarla ai miei gattini. il mio fastidio invece è starnutire, soffiare il naso, tossire, misurare la febbre -lo faccio una ventina di volte al giorno, dev'essere una strana fobia- e le medicine, quanto odio le medicine.
c'è di buono che dormo. la febbre dà una dimensione onirica alla giornata che scorre densa, rarefatta. e allora sogno di sposarmi con mio cugino, ricevimento pieno di persone sconosciute a mangiare pane e nutella, mia mamma che mi guarda e ride. e io che rido con lei.

in: fragile, stracciata, light inside

This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die.
But it's over
Just hear this and then I'll go:
You gave me more to live for,
More than you'll ever know.
Well, this is our last embrace,
Must I dream and always see your face?
Why can't we overcome this wall?
Baby, maybe it's just because I didn't know you at all.
Kiss me, please kiss me,
But kiss me out of desire, babe, and not consolation.
Oh, you know it makes me so angry 'cause I know that in time
I'll only make you cry, this is our last goodbye.
Did you say, "No, this can't happen to me"?
And did you rush to the phone to call?
Was there a voice unkind in the back of your mind saying,
"Maybe, you didn't know him at all,
you didn't know him at all,
oh, you didn't know"?
Well, the bells out in the church tower chime,
Burning clues into this heart of mine.
Thinking so hard on her soft eyes, and the memories
Offer signs that it's over, it's over.
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Waiting for an embrace.
And don't forget: I'm nearly you.

in: deep inside, dazed and confused, stracciata

Bloccare la forza dell'acqua, i mulinelli e le correnti. Innalzare un argine che contenga, con forza, l'impeto.
E d'un tratto, arrivata allo sbarramento, l'acqua pare quieta. Silenziosa. Immobile.
E invece.
Crea un vortice invisibile agli occhi, ingloba energia e più appare ferma e più si rafforza.
Minaccia la diga. La spinge, la erode, la bagna, la morde, la forza.
E tu guardi la diga e pensi a quanto sia forte. Cemento armato, cavi d'acciaio, tiranti. Ingegneria pura.
E mentre la guardi non ti chiedi come possa fare. Sai che lo fa e ti basta.
L'argine pare accarezzare l'acqua come una madre affettuosa, presente ma non invadente.
Si lascia stracciare piccoli pezzi di struttura ma non permette di arrivare al ferro. Al nucleo. Alla sua vera forza.
E d'un tratto solleva le chiuse e si libera di una parte di massa lasciando che si disperda e si trasformi.
Quando meno te lo aspetti.




