in: qui e ora, pura e vergine e unica, mi piace perché

 



e poi eccola qui.

in questa notte passata al caldo della mia stanza, con i risvegli che si alternavano ai sogni, avevo la sensazione che stesse accadendo qualcosa. nel silenzio rotto solo dal ronzio costante dei lampioni che illuminavano il parcheggio io sentivo altro.

e stamattina la sorpresa.

in quella luce soffice dell'alba ho visto i tetti coperti dal primo ghiaccio di questo nuovo inverno e poi le montagne.

una marea di bianco candido che ha rinnovato l'amore del mio sguardo verso questa città e la sua storia di freddo intenso che si mischia a cioccolata e gesti moderati e intirizziti scambiati per freddezza dell'animo.

e io lo lascio credere, estranea e disinteressata al giudizio facile e preconcettuale, con un  calore  dentro che solo chi depone altrove sciocchi pregiudizi può avere la speranza di incontrare.

niente è semplice col freddo. neanche io.




 

lightofyoureyes: 13:59 |domenica, 18 ottobre 2009|

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in: sput, toxicity, qui e ora

 



io vi odio.

perché non rispettare gli animali è un delitto.

inermi, si fanno i cazzi loro e vivono per mangiare, stare insieme, zampettare, dormire.

e noi facciamo il palio.

odio le corse, odio le competizioni di animali, odio il mondo che vortica danaroso e sudato dentro i box di queste povere bestie costrette ad odiarsi e azzannarsi per soddisfare quell'impellente e schifosa attitudine umana che è la voglia di vittoria. vi odio.

coprono l'asfalto con un velo di sabbia e pretendono che i cavalli scalpitino fino ad arrivare alla fine. alla fine.
e alla fine questa volta è arrivata la cavalla n. 18, un baio bellissimo e giovane montata fino allo sfinimento. poi ecco che al terzo giro la cavalla si ferma. e cazzo, si ferma -pensa un po'- perché aveva fratturato la zampa.
che strano, eh?
vi odio.
quella povera bestia era fiera, con le orecchie tirate indietro e comunque in piedi, posando il peso del suo corpo anche su quell'arto che ormai non comandava più, spezzato.
strano, perché un pretazzo aveva sicuramente benedetto anche lei. strano. evidentemente sarà stato ché il signoreiddiovostro aveva bisogno di un cavallo.

gli umanissimi veterinari del caso l'han portata via e, sempre con immensa umanità, l'hanno abbattuta.
le hanno sparato.

io vi odio.

salire su un cavallo, starci sopra con rispetto, comprendere che non è la forza che comanda ma l'empatia, questo è troppo per voi, nevvero? e io vi odio.

imparate il sentimento della vergogna.
fate ribrezzo.
vi odio.

lightofyoureyes: 21:03 |lunedì, 21 settembre 2009|

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in: deep inside, qui e ora, è che oggi gira così, luce oltre, gira gira gira


 
september, 20th



e mi risveglio a milano.

è stato il caso, sai di quelle cose che capitano così, senza intenzione.

ci ho riflettuto mentre andavo, fra un pensiero noioso e uno gentile, snocciolando fastidio e sorrisi.

un mal di testa sedato da una bustina presa al volo e la voglia di non lasciar spazio all'impulso di mandare qualcuno a farsi fottere -uno, qualcuno, centomila;  mutuo e modifico il riferimento così da fare in modo che l'errore di interpretazione sia impossibile-  mentre mi abbandono all'idea di prendere per una volta quelle piccole, minute manifestazioni di affetto dalle quali mi allontano neanche fossero la peste.

e così apro e faccio spazio.

dammi sorrisi, tanti quanti te ne do io e anche di più.

dammi baci, più di quelli che io so dare.

stringimi e fai finta di non accorgerti che ho gli occhi lucidi.

lascio fare.

sento tempo e parole e voci nuove e colori che mi passano fra i capelli e non ho bisogno di niente perché tutto quello di cui adesso  ho bisogno è qui, fra le mani e negli occhi.

e circostanzio il tempo e il modo e il luogo rendendomi conto che sì, se tu ci fossi sarebbe bello.

ma sto bene anche senza.



 

 


lightofyoureyes: 19:22 |domenica, 20 settembre 2009|

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