in: nevermind, ma anche no, gira gira gira, no tear no fear no bad blood

 

she want everything



è inverno

c'è quel freddino che ogni mattina mi fa ricordare che dovrei aprire il cassetto dei guanti per indossarne un paio abbinato all'abbigliamento -magari nero, ma anche no- e che mi fa stringere nel cappotto brividi e sospiri

il cielo oggi sa di neve e ho pensieri che mi sciolgono un pochino il cuore
piccole cose dal sapore buono e frizzante, alcune che mi colpiscono direttamente altre che invece solo mi sfiorano, hanno il potere di farmi sentire meno pressante questo natale

 



sto pensando che forse quest'anno sono riuscita davvero a detestare qualcuno
a detestare te per il tuo comportamento vigliacco e per il tuo essere inutile, forse anche per avermi fatto pensare di amarti; in effetti posso dirti che no, non ti ho amato: l'amore è nobile sofferenza, quella nei tuoi riguardi è stata sterile rappresaglia dei sensi

me ne sono accorta quando ho provato livore nei tuoi confronti, quel tantino di ribrezzo rileggendo le parole che  ti sgorgano dalla penna come una pozza settica, quel cliché che evidentemente ti fa da raccordo fra la bocca e le mani estromettendo il cervello

sai cosa? per estremo paradosso mi spiace per te
hai un carico di pochezza ben accessoriata da orpelli scintillanti che effettivamente colpiscono lo sguardo e anche i sensi e di questo non ti si può non rendere merito; ma appena ti discosti un pochino è avvertibile il vuoto che ti colma, mon cher

sei costruito su un niente che rende imbarazzante il solo fatto di aver provato interesse per te

te lo dico oggi, dopo aver avuto un anno per studiarti da diversi punti di vista

te lo dico non perché mi interessi provocare una tua reazione -non averne, è meglio per tutti- quanto piuttosto per dare un senso alla mia temporanea mancanza di senso critico
 


 
ho anche una piccola novità in tasca 
chissà se la settimana prossima assumerà maggiore compattezza
in fondo devo solo decidere e crederci

lightofyoureyes: 14:49 |sabato, 12 dicembre 2009|

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in: nevermind, no ordinary love, gira gira gira

 


ripensandoci...



come succede almeno una volta all'anno, sto perdendo la voce.
generalmente l'afonìa giunge verso la fine dell'anno ma questa volta mi sono portata avanti e ho anticipato: questo mese ho già dato tutto -credo, eh- e ora la voce poco per volta va via.

l'ultima volta che è successo avrei fatto meglio a non parlare per almeno qualche mese in più; in compenso però avrei dovuto essere anche sorda, tanto per non sentire le cazzate che all'inizio di quest'anno mi hanno intortata.
ma te lo immagini, neanche fosse stato il canto delle sirene!

bon, à l'è andaita.

sembra quasi che io a gennaio mi sposi.

occupo le mie giornate  scegliendo  la lista nozze: il viaggio, le posate e i piatti e le pentole, il robot da cucina (eh? ma per fare che?); il colore dei tavoli e la scelta della sala, le partecipazioni e il tulle delle bomboniere  -per informazione sarà tutto blu, con qualche spruzzata di argento qua e là- perfino la scelta della biancheria intima e delle scarpe, e che le calze siano di filo di seta bianco. parlo di tutto meno che del e con il futuro marito in questione.

ma in effetti è no. anche no. non mi sposo io. no no e no. strano né!


c'è che, a parte la voce, sto meglio. sono anche incline al perdono. a novembre siamo tutti più buoni, forse.
poi questo è il mese del compleanno degli amori: un amore infinito, un amore passato, un amore mai esistito.

la vera Bellezza è che uno solo di questi amori ancora strappa sorrisi. ancora e ancora.

 

lightofyoureyes: 21:25 |giovedì, 19 novembre 2009|

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in: nevermind, è che oggi gira così, light inside




periodo di poche parole.

ho idea che non ce ne siano per nessuno, che si siano coalizzate contro la lingua e i denti e stiano lì giù, da qualche parte, a fomentare rivolte e a intessere trabocchetti verbali.

oppure fan festa.
a casa, fra amici, si preparano una cenetta di cose buone rivoltate in padella, soffritte con sapori deliziosi; intorno ad una tavola imbandita celebrano un banchetto in favore del silenzio, soffiandosi addosso e mischiando amarezza ed agrodolce, brindando al non detto e al non voluto dire.

anche quelle più impulsive se ne stanno lì, stravaccate sul plesso solare, a riposarsi non facendo assolutamente niente. piacevolmente assopite non scattano neanche quando il pensiero imporrebbe loro di saltare via sull'attenti e di correre a sollecitare le corde vocali.

no, vedi? come in sciopero.
come in vacanza.
come se niente, al momento, possa far sì che si risveglino dal torpore.

come dire che non ho niente da dire, ma non sarebbe vero.
quindi come dire che non ho voglia di dire quasi niente.

questo è vero.

si custodisca attentamente il vaso di pandora.

lightofyoureyes: 21:08 |mercoledì, 22 luglio 2009|

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