
in: qui e ora, pura e vergine e unica, mi piace perché

e poi eccola qui.
in questa notte passata al caldo della mia stanza, con i risvegli che si alternavano ai sogni, avevo la sensazione che stesse accadendo qualcosa. nel silenzio rotto solo dal ronzio costante dei lampioni che illuminavano il parcheggio io sentivo altro.
e stamattina la sorpresa.
in quella luce soffice dell'alba ho visto i tetti coperti dal primo ghiaccio di questo nuovo inverno e poi le montagne.
una marea di bianco candido che ha rinnovato l'amore del mio sguardo verso questa città e la sua storia di freddo intenso che si mischia a cioccolata e gesti moderati e intirizziti scambiati per freddezza dell'animo.
e io lo lascio credere, estranea e disinteressata al giudizio facile e preconcettuale, con un calore dentro che solo chi depone altrove sciocchi pregiudizi può avere la speranza di incontrare.
niente è semplice col freddo. neanche io.

in: toxicity, luce oltre, mi piace perché

the bad company
frequento da anni una comunità di recupero per tossicodipendenti. sono un'ospite anomala: non ho alcuna dipendenza -se non da me stessa- e ho iniziato ad andare lì perché Barbarella è operatore e adesso anche responsabile della comunità. quindi con lei ho iniziato a conoscere i "ragazzi", le loro storie, la loro vita lì e fuori da lì. vita, spesso, intesa come un eufemismo del dolore. ho visto qualcuno in crisi d'astinenza che, in pieno agosto, tremava come una foglia. ho visto sbalzi d'umore, aggressività latente, sguardi infastiditi e attratti dal mio essere femmina. mi hanno raccontato, hanno cucinato per me, mi hanno regalato la sorpresa dell'uovo di pasqua, mi hanno chiesto ascolto non giudicante.
ogni volta, da lì, io ne esco arricchita. stanca, a volte sconvolta, ma molto più piena.
la proposta
qualche mese fa con la Barbarella sono iniziate le congetture. cosa fare per stimolare il loro interesse, per evitare che i ragazzi si lascino andare dal letto alla sedia, come interloquire con loro non con il solo colloquio -strumento importantissimo, anche quando non istituzionale: per loro anche parlare con me, che volendo potrei essere intesa come "altro", è importante- ma anche ricevendo parole tramite altri mezzi, con altri modi. e così abbiamo pensato ad un blog. io ho accettato subito l'incarico, abbiamo quindi iniziato a metter giù un canovaccio di struttura. e poi...
i ragazzi
...e poi ovviamente abbiamo fatto una riunione con i ragazzi. la maggior parte di loro non ha alcuna conoscenza del web; alcuni lo hanno frequentato quasi per caso lasciandolo poi lì dov'era: altre priorità, altri interessi, altre necessità. eppure il progetto in qualche modo ha entusiasmato buona parte di loro e -lo ammetto- è stata una reazione inaspettata. abbiamo creato una sorta di comitato di redazione dando a ciascuno il compito di scrivere. sembra facile? non lo è affatto. per vergogna, incapacità, mancanza di volontà e, comunque, per quella discontinuità che fa parte integrante della vita del tossico.
la comunità
il progetto è stato quindi esposto ai responsabili i quali, ovviamente, hanno esaminato tutti gli aspetti burocratici di ciò che volevamo creare; questioni di privacy, di rispetto normativo, piccoli cavilli che da un punto di vista puramente pratico sembrano inutili ma vanno rispettati. ma, quando ho messo in rete il blog e il presidente ha detto è bello...be', la soddisfazione è stata tanta.
e in effetti è bello. al momento abbiamo pubblicato un post di presentazione. tutti gli articoli saranno scritti dai ragazzi; si sono presentati per quel che sono e certo temono il giudizio. ma quel che è sostanziale è che -nonostante lo temano- lo stanno stimolando.
perché vogliono una vita, anche loro.
perché se anche ne hanno fatto brandelli ora vogliono cercare di ricostruirla.
perché ne hanno diritto.
perché il futuro è di tutti.

in: è che oggi gira così, chemical attraction, mi piace perché

tu non devi lavare i piatti
tu non dovrai mai lavare i piatti
li laverò io per te
ti comprerò da mangiare
cucinerò per te
ti nutrirò
ti vestirò la mattina
e ti spoglierò la sera
ti farò il bagno
mi prenderò cura di te
il caso fa sì che io abbia ricordi dal passato che ritornano su così, per motivi che non mi spiego
e allora mi sono ricordata, oggi, di quando mi innamorai di Rourke in Nine and a half weeks
avevo ventidue anni, Matilde qualcuno in meno
per dodici-dico-dodici volte andammo al cinema a vedere il film, imparammo i passaggi a memoria
senza stanchezza, con quella strana forma di amore in mano che fa pensare che no, non sarei andata via
io non sarei andata via




