in: sput, ma anche no, robe da maschi, ma smettila




va' ciapà i rat



dunque oggi squilla il telefono. oggi è poco fa, ma per meglio spiegare ecco come si divide la giornata a torino: la mattina va fino alla mezza, poi inizia oggi. oggi finisce alla sera, quando viene buio. volendo si può dire anche "di oggi". e la mezza non è mezzogiorno ma mezzogiorno e mezza. la mezza, appunto.

dunque dicevo: oggi squilla il telefono. poco fa.

numero non disponibile. e va be', mi dico, chi è lo sfigato che è ancora in ufficio e mi chiama?
-ciao, come stai?
- bene. chi sei?
- sono michele...
- eh...
- forse non ti ricordi di me, ti rinfresco la memoria.
- eh...
- sono quello che un anno fa aveva sbagliato numero nell'inviare un messaggio, ricordi?
- ah sì.

{per inciso, ricevetti un messaggio che, più o meno, diceva: dai francesca, sei incazzata? purtroppo speravo di riuscire a liberarmi ma non ce l'ho fatta...fammi sapere se domani tuo marito non è in casa così ti raggiungo...in caso contrario faccio prendere un permesso in pausa pranzo ai dipendenti e ti scopo come non ti immagini nemmeno}
{per inciso, risposi: sarà contenta francesca che tu la scopi come neanche si può immaginare. per farglielo sapere, però, è meglio che tu mandi il messaggio a lei piuttosto che a me}

insomma il tipo aveva sbagliato numero...pirla, decisamente.
iniziò quindi a mandarmi messaggi dicendomi che poteva scopare anche me come neanche mi sarei immaginata (...) e che gli andava di conoscermi.
dopo aver riso per strada, da sola, stupendo i passanti e anche me stessa, gli risposi di accontentarsi di sua moglie e di francesca.

va be', oggi squilla il telefono.

- ti ho chiamato perché a me andrebbe di conoscerti.
- eh, capisco. ancora non ti basta tua moglie e francesca?
- no ma che c'entra...mi hai incuriosito e allora mi piacerebbe conoscerti. sempre che tu voglia.
- capisco. io invece penso di non averne voglia.  non ti conosco e va bene così.
- ah...ma posso chiamarti, caso mai tu cambi idea?
- ciao.

che vita avventurosa, la mia!










lightofyoureyes: 20:09 |martedì, 07 luglio 2009|

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in: gira gira gira, ma smettila, 1773 volte




il vizio del pensiero



pensiero aperto  a qualunque soluzione, aperto a te e anche alle tue reazioni.

delle quali, peraltro, me ne strafotto.

non perché non ci tenga: i tuoi pensieri, i tuoi modi, atti e fatti, tutto questo non mi scivola via ma è fonte di riflessione.

noto variazioni di tono e di sostanza, di frequenza e di sorrisi aperti. certo, so che non è facile arginare con una  risata la valanga di parole con cui a volte ti sommergo -poche, a dire il vero, ma che hanno l'evidente facoltà di spandersi come macchia d'olio- e che probabilmente ti sei stancato di stare con lo scudo levato.

puoi scegliere la via più facile: mettere fine.
oppure convincerti che anche questo è amore.
o, ancora, prendere atto che questa sono io e che così ero ancor prima di conoscerti.
prendere o lasciare.

amor proprio e presunzione sono ciò che mi fa dire che, comunque, lasciare sarebbe la scelta sbagliata.
non solo per me.
perché se io perdo qualcosa tu perdi quel che io so di avere come valore aggiunto: la franchezza di dire quel che sento, l'onestà di non sbandierare parole a fine propagandistico, l'attenzione a non ferire e la capacità, nonostante la mia irruenza, di non dire niente che non sia pensato e percepito come vero.

mi rincuora il fatto che niente, ora, sia in grado di farmi male.
mi sospendo in bilico fra stanchezza e voglia di fare, fra viaggi brevi e impegni pressanti, fra me e me.


e sì, qualche volta mi sono sentita in colpa anche io.
ma non avevo colpa.





lightofyoureyes: 21:05 |lunedì, 29 giugno 2009|

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in: toxicity, ma anche no, ma smettila




maporcaputtana


dunque, accendo la tivi ben poco e neanche tutti i giorni.
guardo il tg regionale perché voglio sapere quel che succede a casa mia e poi in genere ma non esclusivamente  passo su un canale che non va da uno a sei (lasette, ecco) a vedere un nazionale.

è evidente che non c'è una mazza di cui parlare. no?
bene, allora voglio sapere perché già da oggi 21 maggio -e ci manca un mese all'estate- devo passare parte del mio tempo a farmi dire che fa caldo.
cazzo, fa caldo.
me lo ha detto l'arpa.
mi ha detto anche che devo evitare di stare al sole alla mezza, devo arieggiare la casa e eventualmente bagnarmi la nuca alla fontana.
ovviamente evitare gli sbalzi termici e vestirmi con indumenti in fibra naturale.
io aggiungo che sarebbe bene lavarsi, ché il deodorante messo sopra l'ascella pezzata è la morte civile.

sai cosa? fa caldo e a me dà noia ma è previsto che nei mesi centrali dell'anno lo faccia; mi urtano tutte quelle peppie che iniziano a farsi venire le vampate e a dire ah ma è troppo, e non ci siamo abituati e diodddio quest'estate pare che sarà la peggiore degli ultimi 174 anni.

perché c'è da esserne sicuri: ogni anno è il più caldo o il più piovoso o il più umido o il più freddo.
che palle.

prenderei a schiaffoni quelle imbecilli che arrivano in ufficio con gli zoccoli e gonna stile pareo neanche fossimo alle bahamas  e non in piena torino.
o i signorini con i sandali. ché basta guardarne i piedi perché il flusso di feromoni si ficchi  sotto le suole scivolando di nascosto: un uomo con i sandali NON SI PUO' VEDERE.

a proposito di tivi dimenticavo di ringraziare quei pirla che mi chiedono il canone: non vedo i vostri canali, io! e non li vedo non (solo) perché non voglia vederli ma perché NON CI SONO. io voglio il due, oggi, ché c'è annozero. Il due non si vede, qui. voi e il digitale terrestre, tutti a fare in culo. filare.

a proposito di elezioni: tutti a votare per le europee, eh. c'è da legiferare sulla proporzione fra circonferenza e lunghezza dell'asparago bianco. ho scoperto, poi, che pare in europa si possa fare il succo d'arancia senza succo d'arancia. proprio senza niente. pare anche che il nostro paese abbia ottenuto invece -ovviamente rendiamo grazie, né- di mantenere la soglia minima del 12% di succo di agrumi per potersi chiamare appunto succo. dico il dodicipercento. che cazzo me ne faccio del 12%? e l'altro cos'é? acqua zucchero aromatizzanti coloranti merdaccia varia.
ma vergogna.
in sicilia passano con le ruspe sopra i cumuli di arance, alla faccia di chi muore di fame e di qualunque altra cosa, perché spesso a  immettere la frutta  nel circuito commerciale si guadagna meno di quanto si sia speso per la raccolta della stessa,  visti gli strozzini che si presentano all'acquisto.
e poi facciamo il succo d'arancia senza arancia.

praticamente vi odio.



lightofyoureyes: 20:54 |giovedì, 21 maggio 2009|

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