in: è che oggi gira così, luce oltre, gira gira gira, no tear no fear no bad blood

 


rimase seduto così ancora un poco, in reverente silenzio,
e inspirò a pieni polmoni l'aria satura d'incenso.
e di nuovo sul suo volto passò un lieto sorriso di compiacimento:
che odore scadente aveva questo dio!
com'era ridicolmente malcombinato il profumo che questo dio emanava da sé.
non era nemmeno vero profumo d'incenso, quello che esalava dai turiboli.
era un cattivo surrogato, adulterato con legno di tiglio e polvere di cannella e salnitro.
dio puzzava.
dio era un povero puzzoncello.
veniva ingannato, questo dio, oppure lui stesso era un impostore,
non diversamente da grenouille...soltanto molto peggiore!

Patrick Suskind - Il Profumo



stamattina era un sabato pragmatico
fatto di cose semplici e necessarie: un giro al mercato, frutta fresca e peperoncini a mazzetti
le sigarette, forse le ultime di questa serie
un cappuccino al bar
e lì, ad aspettare che l'uomo del vapore facesse la cremina come si fa da noi, iniziano le note di una canzoncina che ho sempre detestato ma che -per estremo paradosso- ascoltavo almeno dieci volte al giorno, ogni volta che mi telefonava
stavo lì ad attendere quella robina tiepida e dolciastra e anziché sentire in bocca il sapore del latte ingoiavo parole melense e nauseanti

e così sono andata via
ho lasciato tutto lì: pensieri e fastidio, cappuccino e canzoncina
me ne sono andata con leggerezza, sapendo di non aver perso niente

ma a casa ho dovuto necessariamente mediare
e mentre -come una felice casalinga mancata- sciacquavo le fogliette di spinaci, jimi hendrix mi saltava addosso

sarà meglio



e poi sì, poi ho dormito




lightofyoureyes: 01:45 |domenica, 11 ottobre 2009|

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in: deep inside, qui e ora, è che oggi gira così, luce oltre, gira gira gira


 
september, 20th



e mi risveglio a milano.

è stato il caso, sai di quelle cose che capitano così, senza intenzione.

ci ho riflettuto mentre andavo, fra un pensiero noioso e uno gentile, snocciolando fastidio e sorrisi.

un mal di testa sedato da una bustina presa al volo e la voglia di non lasciar spazio all'impulso di mandare qualcuno a farsi fottere -uno, qualcuno, centomila;  mutuo e modifico il riferimento così da fare in modo che l'errore di interpretazione sia impossibile-  mentre mi abbandono all'idea di prendere per una volta quelle piccole, minute manifestazioni di affetto dalle quali mi allontano neanche fossero la peste.

e così apro e faccio spazio.

dammi sorrisi, tanti quanti te ne do io e anche di più.

dammi baci, più di quelli che io so dare.

stringimi e fai finta di non accorgerti che ho gli occhi lucidi.

lascio fare.

sento tempo e parole e voci nuove e colori che mi passano fra i capelli e non ho bisogno di niente perché tutto quello di cui adesso  ho bisogno è qui, fra le mani e negli occhi.

e circostanzio il tempo e il modo e il luogo rendendomi conto che sì, se tu ci fossi sarebbe bello.

ma sto bene anche senza.



 

 


lightofyoureyes: 19:22 |domenica, 20 settembre 2009|

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in: toxicity, luce oltre, mi piace perché



the bad company


l'origine

frequento da anni una comunità di recupero per tossicodipendenti. sono un'ospite anomala: non ho alcuna dipendenza -se non da me stessa- e ho iniziato ad andare lì perché Barbarella è operatore e adesso anche responsabile della comunità. quindi con lei ho iniziato a conoscere i "ragazzi", le loro storie, la loro vita lì e fuori da lì. vita, spesso, intesa come un eufemismo del dolore. ho visto qualcuno in crisi d'astinenza che, in pieno agosto, tremava come una foglia. ho visto sbalzi d'umore, aggressività latente, sguardi infastiditi e attratti dal mio essere femmina. mi hanno raccontato, hanno cucinato per me, mi hanno regalato la sorpresa dell'uovo di pasqua, mi hanno chiesto ascolto non giudicante.
ogni volta, da lì, io ne esco arricchita. stanca, a volte sconvolta, ma molto più piena.

la proposta

qualche mese fa con la Barbarella sono iniziate le congetture. cosa fare per stimolare il loro interesse, per evitare che i ragazzi si lascino andare dal letto alla sedia, come interloquire con loro non con il solo colloquio -strumento importantissimo, anche quando non istituzionale: per loro anche parlare con me, che volendo potrei essere intesa come "altro", è importante- ma anche ricevendo parole tramite altri mezzi, con altri modi. e così abbiamo pensato ad un blog. io ho accettato subito l'incarico, abbiamo quindi iniziato a metter giù un canovaccio di struttura. e poi...

i ragazzi

...e poi ovviamente abbiamo fatto una riunione con i ragazzi. la maggior parte di loro non ha alcuna conoscenza del web; alcuni lo hanno frequentato quasi per caso lasciandolo poi lì dov'era: altre priorità, altri interessi, altre necessità. eppure il progetto in qualche modo ha entusiasmato buona parte di loro e -lo ammetto- è stata una reazione inaspettata. abbiamo creato una sorta di comitato di redazione dando a ciascuno il compito di scrivere. sembra facile? non lo è affatto. per vergogna, incapacità, mancanza di volontà e, comunque, per quella discontinuità che fa parte integrante della vita del tossico.

la comunità

il progetto è stato quindi esposto ai responsabili i quali, ovviamente, hanno esaminato tutti gli aspetti burocratici di ciò che volevamo creare; questioni di privacy, di rispetto normativo, piccoli cavilli che da un punto di vista puramente pratico sembrano inutili ma vanno rispettati. ma, quando ho messo in rete il blog e il presidente ha detto è bello...be', la soddisfazione è stata tanta.

e in effetti è bello. al momento abbiamo pubblicato un post di presentazione. tutti gli articoli saranno scritti dai ragazzi; si sono presentati per quel che sono e certo temono il giudizio. ma quel che è sostanziale è che -nonostante lo temano- lo stanno stimolando.

perché vogliono una vita, anche loro.
perché se anche ne hanno fatto brandelli ora vogliono cercare di ricostruirla.
perché ne hanno diritto.
perché il futuro è di tutti.




lightofyoureyes: 12:27 |venerdì, 07 agosto 2009|

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