
in: insomnia, 1773 volte

è la seconda volta che mi succede, quest'anno.
la prima volta ero da te. un vento impossibile, un freddo incredibile, no? eppure era fine marzo, non fa sempre estate da voi? ma da una scogliera bianca ne ho sentito il profumo. era arrabbiato, scoppiava di schiuma e di onde e urlava. mi annodava i capelli e i pensieri. tutto addosso.
poi questi giorni.
lo vedevo dalle terrazze del mio albergo. era lì che mi raccontava di misteri e cose segretissime ma io non potevo stare ad ascoltarlo. avevo parole da ingoiare e silenzi da buttar via, e così ho regalato sorrisi e impegno. tanti e tanto.
però la notte sì, la notte lo ascoltavo.
ascoltavo la notte.

in: insomnia, purple rain, 1773 volte

lavoro in tempi stretti, stamattina, e poi l'emozione di una telefonata.
una voce giovane di un bambino quasi uomo, parole sputate via in fretta prima che la timidezza riuscisse a prendere il sopravvento e in sottofondo parole urlate, giulive, allegre, piccole. voci di giochi nuovi e farfalle e cuoricini, fresche e piacevoli come un bicchiere d'acqua con le bollicine.
e poi una sera piena, parole in pubblico, occhi addosso, sensi attenti.
e una notte di passi in città mentre in piazza san carlo, al caval d'bronz, una tipa si schianta a cantare per qualche persona distratta.
in mezzo a tutto questo, pensieri di te.
ricordi di una domenica mattina, di un risveglio sorridente schiacciato da parole che non avrei voluto. gli occhi corrono a rivedere le immagini di allora, estraniandosi da quei corpi fragili e guardandoli con distacco, nell'unico modo che conoscono per non riempirsi di sabbia. in silenzio esaminano e valutano i passaggi inattesi e le sorprese fredde offerte da mani troppo distanti dal cuore per poter essere sopportate.
.
essere innamorato non assomiglia a niente altro
una goccia di essere-innamorato diluita in una vaga relazione amichevole
la colora vivacemente
la rende incomparabile
*roland barthes*
.
.
sì signore, nient'altro che una verità. scomoda e fastidiosa e ingombrante ma assolutamente innegabile.
fra poco sarò altrove.
altro bagno di genti e persone, altri sguardi e altre parole e altre emozioni e frustrazioni e indecisioni da dover colmare di sostanza utile. altri sospiri da smorzare, altra tristezza da dissimulare, compassione da evitare come fosse la peste. sincerità filtrata e depurata da tutto ciò che potrebbe ferire anime così sottili da non essere quasi palpabili.
saranno ore miste di te, di me, di tutto il resto.
rimane il fatto che tu ci sei.
altrove.

in: nevermind, insomnia, toxicity

voglio dire, l'uomo che vedo più spesso: il mio medico.
che peraltro è un cesso d'uomo, peccato.
va be', dice che devo dormire. gliel'ho detto io, che devo dormire, e lui mi ha dato ragione. dice che non posso dormire tre ore per notte e per di più a pezzetti, che non va bene che ora faccia anche fatica a prendere sonno, che mi alzi in piena notte e accenda una sigaretta mentre, sul divano, aspetto che mi venga il sonno facendo il conto alla rovescia guardando l'orologio.
dice il mio medico , anzi gliel'ho detto io, che non è normale che io non riesca a dormire proprio quando sono a casa. ché se vado fuori, anche se poco, dormo. ho dormito da barbarella, ho dormito dal topo. poco, è vero, ma ho dormito senza risvegliarmi se non al mattino. dice il mio medico che il problema può essere il fatto che a casa io tenti di dormire "da sola". gli ho detto che non dormo propriamente da sola, visto che ho i miei gatti. si è messo a ridere, lui.
insomma lui dice che il problema è che sono convinta di essere autosufficiente e invece non dormendo dimostro a me stessa che ho bisogno di altro. di altri. moi? intanto sono uscita dallo studio con qualche foglietto di prescrizione e ben poche certezze di comprare quel che mi ha dato. che uomo, il mio medico. un cesso d'uomo, sì, ma è forse uno dei pochi che mi conosca davvero.
intanto la nini ha detto che il suo dottore le ha parlato di jim morrison. e pare anche che il dottore della nini non sia un cesso d'uomo. va' che fortuna. poi la nini verrà da me a maggio, e questo mi piace. lacrime e sangue. insomma, robe da ridere con la nini qui.magari riuscirò anche a dormire. mi toccherà avviare la terapia dell'invito per curare l'insonnia.
ma poi, in effetti, si cura l'insonnia? io lo so, lo so che non è un fatto fisico. è una reazione. è una stupida difesa. è un corpo che grida aiuto. ma vaffanculo. ché io mi ascolto ma non è che abbia intenzione di darmi troppa retta. cambieranno le cose, i fatti, le percezioni. e io mi addormenterò come una bimba. come quella bimba bellissima che una notte di marzo ha dormito con le ginocchia attaccate al mio fianco.




