in: dazed and confused, purple rain, fragile, in fragments

 


piccole cose




stamattina all'alba l'omino dell'acqua mi ha chiesto se avevo già messo il naso fuori da casa; un attimo dopo mi ha squadrata e -vedendo che avevo il pigiama addosso- ha capito che no, non lo avevo fatto.

fa un freddo che non le dico, sa? si copra bene, ha detto,  e meno male che mi ha avvisata.

è da lunedì che fa freschino e che patisco il freddo. quindi ho indossato le calze e gli stivali, oggi. ho ufficialmente dichiarato l'inizio dell'autunno. domani la temperatura andrà sotto lo zero, potrei anche valutare di metter su il piumone.

quanto amo questo tempo. oggi, mentre mi spogliavo seduta sul letto di fianco al termosifone, l'ho sentito caldo. ho sorriso che era tanto che non sorridevo così.

 



e sì che sono preoccupata. domani mi bucheranno. ogni volta dico che non ne posso più e in effetti sono stanca di tutti questi controlli. almeno so che non ho -ancora- nessun male che faccia davvero male. il pap test ha detto che va tutto bene e questo mi ha sollevato, visto che ogni volta aspetto il referto come se fosse il giudizio universale. mi si apre un ventaglio di ricordi che non vorrei avere, immagini di sofferenza inaudita e inutile, lamenti e giornate tese e preoccupate, medicine e morfina e qualunque cosa servisse a sedare.
e poi quella domanda. quella. aiutami, solo tu puoi farlo. non posso mamma, non posso.



 



la contraddizione del giorno è stata vedere il personale che si occupa della pulizia nella mia azienda per strada, in sciopero. per contro l'AD è stato intervistato dal tg, a teatro. 
la tramvata vs la traviata.

lightofyoureyes: 20:16 |mercoledì, 14 ottobre 2009|

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in: insomnia, fragile, è che oggi gira così, 1773 volte






smarrita in quei posti che sento miei tanto quanto la mia città, dove non ho bisogno di niente per andare fra i fossi della bassa a respirare aria di nebbia mattutina.

smarrita nonostante tutto. con tutta l'amicizia del mondo, con chi fra i portici mi salutava riconoscendomi e chi mi guardava immaginandomi; abbracciata a sorrisi di affetto puro e condivisione di interessi e intenti, rubata in parole richieste e interventi futuri, stracciata in promesse fatte con un briciolo di orgoglio e tanto amor proprio.

accudita e circondata, ovunque e comunque. piccoli pensieri, dolci tentativi di corruzione fatti di piatti serviti a tavola e sorprese di uova di cioccolato date a me con naturalezza. una bambola legata al braccio, un po' per sfiorare  pelle di donna e un po' per non dimenticare.

notti passate a dormire avendo, fra un risveglio e l'altro, la consapevolezza di pensieri monopolizzati da un unico grande pensiero di te. nonostante la vita degli altri si appropriasse di me e si facesse mia, nonostante tutto i pensieri erano tuoi.

senza nessuna voglia di cambiarli, né di cambiarmi.
mi tengo così come sono.
e bon.




[sì però va' che a volte sono davvero una bella rottura di balle, né. all'altezza di  piacenza ho visto una nello specchietto retrovisore che sembrava l'avessero presa a schiaffi, con quegli occhi rossi e il rimmel colato. l'ho guardata e poi ho tirato giù gli occhiali. vaffanculo. ma anche no. ecco]



 

lightofyoureyes: 23:23 |lunedì, 13 aprile 2009|

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in: deep inside, fragile, 1773 volte



{tichiamoamoreperchétiamodiunamoretalechedefinirloamoresarebbeamorale}



fermarmi anche solo un attimo ora mi costa fatica
ché so cosa sarà dopo: non appena avrò il silenzio dentro un urlo straccerà l'instabile bilanciamento  che mi è rimasto
e vacillerò
forse fino a cadere
forse a cadere e a rialzarmi, forse a cadere e a rimanere un po' a terra, dove potrò riposarmi
dimenticarmi
o no
oh no
non sono fatta per dimenticare

ho giorni colorati negli occhi
sbavature di rimmel appena corrette da un sorriso limpido
lampi di gioia improvvisa e voci piccole come un cartone animato hanno riempito gli spazi vuoti
di nuovo vuoti un attimo dopo e poi ancora pieni di dolcetti e piccole amarezze e mancanza
profonda mancanza che assomiglia sempre più all'assenza

e tenere tutto conservato in un sottovuoto naturale
mentre folle di parole e di persone assaltano il mio senso di equilibrio
e arrancano tentando di sfinire la mia pazienza
e io che pragmatica guardo loro così distanti da me
così fuori dal mio mondo dentro
così pronta ad aggredire verbalmente tirando fuori dalla sportina i miei no più secchi e decisi
e raccogliere consensi, complimenti, sorrisi e apprezzamenti


così digiuna di te da non sentire più fame d'altro





lightofyoureyes: 21:16 |giovedì, 02 aprile 2009|

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