
in: 1773 volte

custodiva dall'altra parte del cuore una marea di segreti che avrebbe preferito non conoscere
non perché volesse essere cieca o piuttosto volesse ignorare: semplicemente perché non avrebbe voluto che la di lui meschinità fosse così profonda
tollerava a malapena quel silenzio imposto e colpevole colmo di finte verità e mezze bugie; avrebbe voluto avere una parola netta e definitiva anziché un vuoto sterile, avrebbe voluto riderci su con lui mentre stille di amarezza le percorrevano il volto e le mani di nuovo si bagnavano
non voleva sentire ancora una volta scusa per comportamenti che credeva non avessero niente di colpevole fino a che, per un caso che la vita senza coscienza né intuito le proponeva, aveva dovuto rendersi conto di quanto lui fosse seriale
conosceva senza saperlo molte più cose di quante in realtà fosse disposta ad ammettere, per via della incredibile e inspiegabile sua necessità di proteggere il carnefice tentando di dargli la parvenza dell'innocenza, negando allo stesso la capacità di fare del male scientemente
lui, che aveva parlato di sogni e bisogni, di carne e sangue
lui, che graffiava ogni respiro togliendo il fiato a lei che di altro non necessitava se non di custodia pregnante ed aggressiva
lui, che aveva sfogliato le pagine del libro delle parole segrete avendo cura di non sgualcirle
lui, che fra il timore di essere scoperto ignobile ma uomo e la volontà di apparire nobile tentando di nascondere l'inquietante suo vuoto interno, sceglieva la seconda ipotesi
lui, dall'altra parte del cuore, custodito in una culla di rovi
lei, con il cuore in mano, ancora toglie spine lasciando piccole cicatrici

in: toxicity, purple rain, 1773 volte

ripenso a quella domenica mattina ogni volta che ho voglia di allontanarti da me
parole che si scontravano con parole e inutili fatti
mentre tentavi di farmi credere che fosse naturale quasi ineluttabile e chimicamente ineccepibile
mi girano intorno suoni lontani dall'essere musica
scusa scusa non lo faccio più
un inutile comportamento di pentimento sterile che si è annullato poche ore dopo
mentre ancora mi mordevi le labbra come a voler stracciare la trama del velo fra te e il desiderio
non ti passi mai per la testa d'avermi fatto una cortesia
ché il piacere è un dono a volte ricambiato e altre no
e se in quel momento mi sono inginocchiata fra te e lo specchio tenendoti strette le gambe
non significa remissione né colpa
è stato un delirio di sensi
un insensato e delizioso delirio di sensi
esplosivi
densi

in: purple rain, voglia di pioggia, 1773 volte

prendere respiro dopo una lunga sospensione
a volte troppo lunga per poter essere tollerata
momenti in cui i sensi diventano cianotici
e risentono della mancanza di ossigeno
e poi per caso
riprendo fiato
sabato il cielo su torino era basso
le nuvole immobili si addensavano
belle e minacciose
tutto domandava acqua
la terra e i fiori e anche io
poche gocce insufficienti a rigenerare
a offrire sollievo
buone solo per le zanzare
e poi
come uno scroscio d'acqua
come un fiume addosso
antony hegarty e l'orchestra sul palco
e rimanere a bocca aperta
e i sensi tesi
e niente altro che potesse tangere quei momenti
niente

