
in: è che oggi gira così, chemical attraction, mi piace perché

tu non devi lavare i piatti
tu non dovrai mai lavare i piatti
li laverò io per te
ti comprerò da mangiare
cucinerò per te
ti nutrirò
ti vestirò la mattina
e ti spoglierò la sera
ti farò il bagno
mi prenderò cura di te
il caso fa sì che io abbia ricordi dal passato che ritornano su così, per motivi che non mi spiego
e allora mi sono ricordata, oggi, di quando mi innamorai di Rourke in Nine and a half weeks
avevo ventidue anni, Matilde qualcuno in meno
per dodici-dico-dodici volte andammo al cinema a vedere il film, imparammo i passaggi a memoria
senza stanchezza, con quella strana forma di amore in mano che fa pensare che no, non sarei andata via
io non sarei andata via

in: nevermind, è che oggi gira così, light inside

ho idea che non ce ne siano per nessuno, che si siano coalizzate contro la lingua e i denti e stiano lì giù, da qualche parte, a fomentare rivolte e a intessere trabocchetti verbali.
oppure fan festa.
a casa, fra amici, si preparano una cenetta di cose buone rivoltate in padella, soffritte con sapori deliziosi; intorno ad una tavola imbandita celebrano un banchetto in favore del silenzio, soffiandosi addosso e mischiando amarezza ed agrodolce, brindando al non detto e al non voluto dire.
anche quelle più impulsive se ne stanno lì, stravaccate sul plesso solare, a riposarsi non facendo assolutamente niente. piacevolmente assopite non scattano neanche quando il pensiero imporrebbe loro di saltare via sull'attenti e di correre a sollecitare le corde vocali.
no, vedi? come in sciopero.
come in vacanza.
come se niente, al momento, possa far sì che si risveglino dal torpore.
come dire che non ho niente da dire, ma non sarebbe vero.
quindi come dire che non ho voglia di dire quasi niente.
questo è vero.
si custodisca attentamente il vaso di pandora.

in: deep inside, è che oggi gira così, light inside, in fragments

è che mi prende la stanchezza e arrivata a questo periodo dell'anno faccio davvero fatica a fare qualunque cosa
eppure, guarda caso, ho impegni di lavoro straordinari e impegni di famiglia che neanche potevo immaginare
e non posso dire di no, non me ne occupo
non posso neanche dire 'pensaci tu', no
ci devo pensare io, a volte coadiuvata da altri ma in sostanza da me ci si aspetta che abbia idee, iniziative, forza, voglia
ci si affida
che novità
che poi quando sono tanto stanca succede qualunque cosa: si cambiano uffici, strutture, attività
si lavora per rinnovare contratti e per fare accordi, si tira fuori la grinta nascosta in qualche anfratto fra la pelle e il cuore
e nel cuore ho soprattutto una piccola donna che sta passando giorni infelici e pieni di ansia, con la certezza di aver fatto la scelta giusta, il rimpianto per i sogni scoppiati come bolle di sapone e la paura di non farcela
tutto il resto è in frammenti: una sottile malinconia che sistemo ogni giorno sotto i tacchi, una linea di tristezza che ogni tanto mi attraversa gli occhi, un silenzio coperto da uno spessore di parole a volte inutili, altre desiderate e necessarie, altre ancora sottaciute nonostante tutto
e così aspetto che finisca questo mese e inizino i giorni solo per me
e la malinconia, la tristezza e il silenzio, chissà se anche loro andranno in vacanza




