in: gira gira gira, ma smettila, 1773 volte




il vizio del pensiero



pensiero aperto  a qualunque soluzione, aperto a te e anche alle tue reazioni.

delle quali, peraltro, me ne strafotto.

non perché non ci tenga: i tuoi pensieri, i tuoi modi, atti e fatti, tutto questo non mi scivola via ma è fonte di riflessione.

noto variazioni di tono e di sostanza, di frequenza e di sorrisi aperti. certo, so che non è facile arginare con una  risata la valanga di parole con cui a volte ti sommergo -poche, a dire il vero, ma che hanno l'evidente facoltà di spandersi come macchia d'olio- e che probabilmente ti sei stancato di stare con lo scudo levato.

puoi scegliere la via più facile: mettere fine.
oppure convincerti che anche questo è amore.
o, ancora, prendere atto che questa sono io e che così ero ancor prima di conoscerti.
prendere o lasciare.

amor proprio e presunzione sono ciò che mi fa dire che, comunque, lasciare sarebbe la scelta sbagliata.
non solo per me.
perché se io perdo qualcosa tu perdi quel che io so di avere come valore aggiunto: la franchezza di dire quel che sento, l'onestà di non sbandierare parole a fine propagandistico, l'attenzione a non ferire e la capacità, nonostante la mia irruenza, di non dire niente che non sia pensato e percepito come vero.

mi rincuora il fatto che niente, ora, sia in grado di farmi male.
mi sospendo in bilico fra stanchezza e voglia di fare, fra viaggi brevi e impegni pressanti, fra me e me.


e sì, qualche volta mi sono sentita in colpa anche io.
ma non avevo colpa.





lightofyoureyes: 21:05 |lunedì, 29 giugno 2009|

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in: odio lestate, voglia di pioggia





quale bellezza è questa pioggia.

stamattina mi sono risvegliata in un letto non mio e il vento che filtrava dalla tapparella abbassata accompagnava il ticchettio delle gocce che si schiantavano nel balcone.

credo di aver sorriso, aprendo gli occhi ad un giorno ancora buio.

un sapore delizioso quello dell'erba medica bagnata; il profumo di terra che stemperava l'odore pregnante della bassa reggiana e il caldo che abbassava le ali e si rifugiava altrove.

odio l'estate.

ma poi per strada, oggi, mentre la voglia di casa mi prendeva allo stomaco e mangiavo asfalto tenendo il volante a fatica e il vento tentava di far volare la mia macchina, ho sentito il fascino di questa stagione che ancora deve iniziare e che si preannuncia con un temporale grandioso.

meraviglia il cielo cupo carico e pieno. e la temperatura che va giù veloce e il pavimento che trema mentre i fulmini si sbattono qui di fronte e la pioggia forte e traversa e chiudere le finestre e casa.

casa, finalmente casa.

lightofyoureyes: 22:16 |sabato, 20 giugno 2009|

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in: qui e ora, tutto mio



quarantacinque e non sentirli

lightofyoureyes: 10:48 |sabato, 13 giugno 2009|

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