in: deep inside, sogni e bisogni




taste of melancholy




e stanno lì affastellate sulla punta della lingua mille parole che non voglio più dire.

come un effetto post atomico, come quando tutto sembra fermarsi o procedere per forza di inerzia.
lascio che sia il niente a scindere e a comprimere.
lascio che sia.

eppure sono giorni pieni.
di persone e di chiacchiere e lavoro.
e non sono altra, non sono ologramma.
sono una raffinazione di me, sublimata.

la bellezza del silenzio si spande  in pensieri raffreddati.
non ricordo più la voce della mia donna amata.
e non voglio ascoltare l'unico messaggio vocale che io abbia conservato.
come si possa dimenticare la prima voce della vita sinceramente non me lo spiego.

e domani sarà giorno di sorrisi.

lightofyoureyes: 21:51 |sabato, 30 maggio 2009|

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in: voglio volere, change happens, pura e vergine e unica, luce oltre



wild mood swing



c'erano falchi e colombe che volteggiavano fra soffitto e pavimento, avvicinandosi ogni tanto per dare qualche deliziosa beccata a questo corpo aperto dalle mie stesse mani, spalancato con una perfetta  incisione a Y in modo da offrire quanto di meglio io possa contenere: rabbia, rancore, bile, fastidio, noia, ribrezzo.

lentamente indugiavo con le dita porgendo doni a uccelli mai sazi e, con profonda soddisfazione, mi accorgevo che non erano i falchi quelli più affamati, bensì le candide colombe. così delicate e incisive  nel fare lavoro di cesello non lasciando neanche un frammento di carne o una goccia di sangue, il piccolo muso che diventava rosso acceso non cedeva il passo ad arti ben più possenti.

hai finito? ho domandato ad una di loro. piccoli occhi tondi mi hanno squadrata, espressivi e golosi. 
non ho aspettato risposta.
mi sono alzata dal selvatico desco lasciando svolazzare piume screziate e, abbracciando il meglio di me stessa, ho sorriso. l'anima nettata mi dava sollievo, bella e trasparente e guerriera l'ho vista alzarsi con me  e vestirsi di femmina dimenticata, gocciolante e umida e calda.

è lei che ha letto, è lei che ha scritto, è lei che ha ricevuto risposte attese  ma incredibilmente scontate.

sicura che si possa fare di meglio e di più.


i'm sorry - blame infatuation - blame imagination -
i was sure you'd be the one but i was wrong -
it seems reality destroys our dreams -
i won't forget you - blossom -






strange attraction spreads its wings
it varies but the smallest things
you never know how anything will change


lightofyoureyes: 11:31 |domenica, 24 maggio 2009|

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in: toxicity, ma anche no, ma smettila




maporcaputtana


dunque, accendo la tivi ben poco e neanche tutti i giorni.
guardo il tg regionale perché voglio sapere quel che succede a casa mia e poi in genere ma non esclusivamente  passo su un canale che non va da uno a sei (lasette, ecco) a vedere un nazionale.

è evidente che non c'è una mazza di cui parlare. no?
bene, allora voglio sapere perché già da oggi 21 maggio -e ci manca un mese all'estate- devo passare parte del mio tempo a farmi dire che fa caldo.
cazzo, fa caldo.
me lo ha detto l'arpa.
mi ha detto anche che devo evitare di stare al sole alla mezza, devo arieggiare la casa e eventualmente bagnarmi la nuca alla fontana.
ovviamente evitare gli sbalzi termici e vestirmi con indumenti in fibra naturale.
io aggiungo che sarebbe bene lavarsi, ché il deodorante messo sopra l'ascella pezzata è la morte civile.

sai cosa? fa caldo e a me dà noia ma è previsto che nei mesi centrali dell'anno lo faccia; mi urtano tutte quelle peppie che iniziano a farsi venire le vampate e a dire ah ma è troppo, e non ci siamo abituati e diodddio quest'estate pare che sarà la peggiore degli ultimi 174 anni.

perché c'è da esserne sicuri: ogni anno è il più caldo o il più piovoso o il più umido o il più freddo.
che palle.

prenderei a schiaffoni quelle imbecilli che arrivano in ufficio con gli zoccoli e gonna stile pareo neanche fossimo alle bahamas  e non in piena torino.
o i signorini con i sandali. ché basta guardarne i piedi perché il flusso di feromoni si ficchi  sotto le suole scivolando di nascosto: un uomo con i sandali NON SI PUO' VEDERE.

a proposito di tivi dimenticavo di ringraziare quei pirla che mi chiedono il canone: non vedo i vostri canali, io! e non li vedo non (solo) perché non voglia vederli ma perché NON CI SONO. io voglio il due, oggi, ché c'è annozero. Il due non si vede, qui. voi e il digitale terrestre, tutti a fare in culo. filare.

a proposito di elezioni: tutti a votare per le europee, eh. c'è da legiferare sulla proporzione fra circonferenza e lunghezza dell'asparago bianco. ho scoperto, poi, che pare in europa si possa fare il succo d'arancia senza succo d'arancia. proprio senza niente. pare anche che il nostro paese abbia ottenuto invece -ovviamente rendiamo grazie, né- di mantenere la soglia minima del 12% di succo di agrumi per potersi chiamare appunto succo. dico il dodicipercento. che cazzo me ne faccio del 12%? e l'altro cos'é? acqua zucchero aromatizzanti coloranti merdaccia varia.
ma vergogna.
in sicilia passano con le ruspe sopra i cumuli di arance, alla faccia di chi muore di fame e di qualunque altra cosa, perché spesso a  immettere la frutta  nel circuito commerciale si guadagna meno di quanto si sia speso per la raccolta della stessa,  visti gli strozzini che si presentano all'acquisto.
e poi facciamo il succo d'arancia senza arancia.

praticamente vi odio.



lightofyoureyes: 20:54 |giovedì, 21 maggio 2009|

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