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Non solo ti voglio.
Ma ti voglio così.
Ma non ti voglio solo così.
Chè Tu sei migliaia (milioni? miliardi?) d’altre cose.
Bambina, Donna, Femmina.
Stronzetta, Tenera, Passionale e Lasciva.
Io non voglio rinunciare a nessuna delle tue anime.
Non smettere mai d’esser ciò che sei con me.
Mai, per paura di rompere le palle o d’esser troppo presente.
Semmai accadesse (che uno di noi due pesasse all’altro, con la sua presenza) so che non ci sarebbero problemi a farlo notare.
Io non ti voglio misurata “per paura di…”.
Investimi, cazzo!
Strattonami!
Provocami!
Scuotimi!
Se sapessi che ti trattieni. Che ti freni.
Che, in qualche modo, modifichi il tuo modo d’essere “per paura di…”, io (sappilo) mi incazzo!
Io non mi pongo il problema.
Ti “rompo le palle” (e continuerò a farlo) finchè non mi dirai “Basta!”.
Pretendo lo stesso da te.
Quindi, svegliami se vuoi la buonanotte.
Anche se sospetti ch’io sia crollato.
E svegliami quando sarò da te.
Qualsiasi sia il motivo.
Eccosìsia!
Ti bacio
.
.
.
era di uno che raccontava la sua vita
nascondendo tutta la verità fra la verità
e io ora non riesco più a capire
quale fosse la verità
e quale la verità

in: nevermind, insomnia, toxicity

voglio dire, l'uomo che vedo più spesso: il mio medico.
che peraltro è un cesso d'uomo, peccato.
va be', dice che devo dormire. gliel'ho detto io, che devo dormire, e lui mi ha dato ragione. dice che non posso dormire tre ore per notte e per di più a pezzetti, che non va bene che ora faccia anche fatica a prendere sonno, che mi alzi in piena notte e accenda una sigaretta mentre, sul divano, aspetto che mi venga il sonno facendo il conto alla rovescia guardando l'orologio.
dice il mio medico , anzi gliel'ho detto io, che non è normale che io non riesca a dormire proprio quando sono a casa. ché se vado fuori, anche se poco, dormo. ho dormito da barbarella, ho dormito dal topo. poco, è vero, ma ho dormito senza risvegliarmi se non al mattino. dice il mio medico che il problema può essere il fatto che a casa io tenti di dormire "da sola". gli ho detto che non dormo propriamente da sola, visto che ho i miei gatti. si è messo a ridere, lui.
insomma lui dice che il problema è che sono convinta di essere autosufficiente e invece non dormendo dimostro a me stessa che ho bisogno di altro. di altri. moi? intanto sono uscita dallo studio con qualche foglietto di prescrizione e ben poche certezze di comprare quel che mi ha dato. che uomo, il mio medico. un cesso d'uomo, sì, ma è forse uno dei pochi che mi conosca davvero.
intanto la nini ha detto che il suo dottore le ha parlato di jim morrison. e pare anche che il dottore della nini non sia un cesso d'uomo. va' che fortuna. poi la nini verrà da me a maggio, e questo mi piace. lacrime e sangue. insomma, robe da ridere con la nini qui.magari riuscirò anche a dormire. mi toccherà avviare la terapia dell'invito per curare l'insonnia.
ma poi, in effetti, si cura l'insonnia? io lo so, lo so che non è un fatto fisico. è una reazione. è una stupida difesa. è un corpo che grida aiuto. ma vaffanculo. ché io mi ascolto ma non è che abbia intenzione di darmi troppa retta. cambieranno le cose, i fatti, le percezioni. e io mi addormenterò come una bimba. come quella bimba bellissima che una notte di marzo ha dormito con le ginocchia attaccate al mio fianco.

in: nevermind, ma anche no

è che il piccolo terremoto di ieri ha fatto tintinnare le cose e cadere qualche cd, robe da niente confronto al terremoto che mi porto dentro.
perché basterebbe fare leva per spezzarlo, quel cuore del cazzo.
vedi, ci vuole un attimo. così poco che se ci penso mi spavento.
fuori piove. dentro piove. piove ovunque e piove così tanto che vorrei dormire e le gocce mi farebbero compagnia con il loro suono.
solo che c'è qualcosa che mi urla dentro. mi infastidisco. non mi tollero. mi faccio rabbia. mi manderei a fare in culo a velocità supersonica, mi allontanerei da me stessa per mollarmi, così morbida e malleabile e tenera da fare schifo.
e poi mi guardo, avendo la certezza di essere la mia più grande ricchezza.
io che non ho paura delle parole e le dico tutte, se le sento vere.
io che non ho paura di fare e disfare e cambiare, che sono pronta ad affrontare tutto a muso duro all'occorrenza, a percorrere strade impraticabili, ad andare contro qualunque ostacolo.
io, soprattutto, che sono pronta a crederci.
perché io credo a tutto. credo a ciò che mi si dice, e non solo se mi fa comodo.
sono un sognatore lucido.
se sorrido lo faccio con gli occhi e non solo curvando le labbra all'insù. se dico qualcosa è perché ci credo davvero, fino a prova contraria almeno. non conosco il concetto di utilità, me ne strafotto delle convenzioni, non rileggo le lettere che scrivo e le mando via così, ché le parole una volta che son dette non sono più mie, sono anche tue.
e ascolto. sento. porca puttana se sento. metto via tutto e poi tolgo fuori parola per parola dal cilindro magico, quello in cui tutto si scompone e si frammenta. le esamino e le assaporo, le giro fra le mani, le coccolo mentre le seziono. perché magari le ho interpretate male. magari mi sono sbagliata, il senso non era quello che ho percepito, il significato era diverso. no? no.
NO.




