in: dazed and confused, fragile, pura e vergine e unica, in fragments, 1773 volte



{in utero}



guarda come si mischiano i pensieri.

sognavo, oggi. sono rientrata a casa in frammenti, stanca dopo una notte passata a sentire il vento fra le sedie in terrazza e le piante che si rovesciavano e scorrevano. immersa nella tempesta ho perso il sonno e altre cose.

mi perdo.

sognavo mia mamma. la sognavo alle prese con mia sorella bambina e con la mia anima persa dietro ad un topo. lei guardava il topo e gli parlava, io guardavo lei e mi chiedevo cosa pensasse il topo. io tacevo. io lasciavo fare. e mi raccoglievo.

una canzone. così lontana nel tempo e nello spazio e nei ricordi e così prepotente a rientrare nei miei occhi, portandosi dietro luci altre, voci altre, altre persone. malizia. in ogni senso. altra storia impossibile, altri frammenti persi non so più dove, annegati in un mare di distanza. una scelta sofferta, al solito. e a domandarmi perché tutto il bello debba essere sofferto ho regalato almeno una vita.

loro due che ballavano in salotto, gli occhi legati e le mani che correvano sulla schiena. lui ed io immersi in un pomeriggio di luglio con il caldo rotto da un condizionatore che non riusciva ad asciugare due corpi nudi e sudati e desiderati e voluti cercati avuti posseduti. tutto. tutto quello che avrei voluto, tutto quello che avevo, tutto quello che si è consumato. un amore bagnato, a termine, di quelli che si ricordano con il sorriso. e ho messo la parola fine perché non riuscivo a reggere tutto quell'amore. davvero, non riuscivo. proprio quando tutto sembrava distendersi, diventare finalmente un po' più semplice, io non ce l'ho fatta. senza rimorsi, è solo finita.

no, non ci sono analogie se non forse la distanza oggettiva. perché io non ho scelto niente. non ho voluto, non ho cercato, non ho chiesto. ho percepito. ho preso finalmente a piene mani quanto mi si offriva, in qualità di vita e brividi a secchiate. ho solo dato tutta me stessa. ho lasciato fare, mi sono lasciata sfogliare fino a rimanere svelata. e ora ho freddo. mettimi su qualcosa. magari solo un bacio.
 

lightofyoureyes: 22:14 |martedì, 24 marzo 2009|

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riflessioni sulla bellezza



no, non dico che tu sia davvero bello.
sei davvero bello per me, così come è bello jimbo e jeff e andrea.

c'è una sottile linea di confine che divide la mia percezione di bellezza da quella comunemente intesa come tale. non mi basta, non mi basta il pensiero dell'uomo ideale: alto, scuro di occhi e di capelli, con la faccia da schiaffi. tutto questo poi si mescola e si scinde, si separa in piccole molecole a formare quello che io acquisisco come bello: tu.

mi piace la tua voce cupa, a volte ciancicata. mi fai ridere quando canti al telefono con acuti e falsetti -mi fai ridere: che splendida capacità!- quando continui a farmi sentire quella canzoncina da due soldi e quando ti senti talent scout,  mi vengono i brividi quando ci incontriamo sulle stesse note, quando ci lasciamo scivolare addosso la stessa intimità musicale.

mi piace la tua caparbietà, la durezza sfumata, le ferite a vista, i segni e le venature lasciate da una vita che probabilmente ti ha risparmiato poco ma che ti regala quell'intensità che vedo scorrerti dentro. mi piace il tuo modo di vedere con gli occhi, la tua curiosità per la vita, la tua facoltà di rapportarti agli altri determinata da una sensibilità non comune.

mi piace parlarti, ascoltarti, sentirti, vederti, trascorrerti e percorrerti.
e dirti, con le parole che conosci: ti do atto che tu sia la potenziale, perfetta rovina.


lightofyoureyes: 13:36 |sabato, 21 marzo 2009|

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ho provato a ricucire gli strappi fra le parole ma non ci sono riuscita, e più mi affannavo a mettere delle pezze più quelle scappavano via fra la trama e l'ordito, impigliandosi qualche volta e rimanendo sospese sulla punta della lingua

ho provato a ricomporre i pensieri che si spargevano alluvionando qualunque terra arsa, creando pozze adatte a nascondersi, prendendo fiato fra un'immersione e l'altra e ritornando a galla apparentemente senza fatica mentre, con sguardo attonito,  vedevo piccoli germogli fra i pori

ho provato a lasciar fuori come indesiderati ospiti tutte quelle sensazioni pericolosamente instabili, rette solo da sensazioni altre e altrui, nutrite da sorrisi spontanei che si infilavano in ogni  mia espressione sfottendo qualunque campanello d'allarme facendogli la linguaccia

ho provato a fermarmi quando anche tu eri fermo, come all'angolo di una stanza della quale non percepivo ancora i contorni, ma poi tanto più forte di me è stata l'impazienza e la voglia che ho fatto capriole e salti mortali come se fosse pane quotidiano accettando come naturale il rischio di farmi male

ho provato a ricredermi, a convincermi che fosse un bellissimo sogno inconsistente in quanto tale, ho provato a immaginare un momento di stanchezza in cui incautamente  non ho fatto caso a me stessa lasciandomi pascolare in colline in fiore e altre visioni bucoliche

ho provato tutto ma non c'è verso: è tutto vero.
che mi vada bene o meno, è tutto vero.
che voglia accettarlo o meno, è esattamente come ti ho detto.

tant'è.

lightofyoureyes: 19:13 |lunedì, 16 marzo 2009|

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