
in: fragile, voglio volere, tutto mio, chemical attraction, gira gira gira

ché poi mi domando come si inneschi il meccanismo della trasparenza, quello che permette a qualcuno {uno} di vedere attraverso e sotto e oltre. di percepire anche un solo frammento nudo.
nudo.
ché sentendosi scoperto trema e freme, e io quel tremore e quel fremito me lo sento addosso.
lo vedo fare gimcane fra i pori , slalom fra un brivido e l'altro, saltare come da un trampolino fra un pensiero e l'altro, confondersi e disperdersi e riprendersi.
sottile.
ché è come un dolore lieve, un colpo mancato al cuore, un respiro interrotto. come una risata che piega in due, una paura improvvisa, come posare la mano sulla cenere non sapendo delle braci accese, sotto.
e lascio scorrere il dito sulla lama aspettando di vedere una stilla di sangue, anche una sola, per avere la certezza di averne ancora. come se anche la vista dovesse avere la sua soddisfazione, come se non mi bastasse sentirlo correre e mischiarsi.
e mi fa girare la testa. un capogiro un mancamento una mancanza. uno stiletto fra le scapole. la fame e la sete. la voglia senza necessità. il desiderio senza bisogno. silenzi da riempire di sensi. sensi pieni di parole. parole come mani addosso.
così.

in: tutto mio, pura e vergine e unica, luce oltre, chemical attraction

sai quelle parole che ti lasciano così, a rileggerle e rifletterci sopra.
ma questa è un'altra storia.
cancello. cancello e butto via.
butto via tante cose. ma prima strizzo le parole stillandole quasi a cercarne la fine sperando di non trovarla mai. le conservo per un po' perché mi è necessario trovarne il senso, uno qualsiasi.
provo a capire l'utilità, a ricercare il sorriso che mi hanno regalato appena arrivate.
ci tento, davvero, a comprendere che significato abbia parlare di amore e affetto e amicizia.
sai che importanza abbia il silenzio? tacere, quando non si ha niente da dire? evitare di dire quello che non senti, quello a cui non credi?
ma no, né? ché ti piace riempirti la bocca di bontà.
e questa è l'altra storia.
Mi dicevo che eri “quella scontrosa”.
Ma leggevo anche altro. Foss’anche solo nel tuo profilo.
E nulla escludeva nulla,.
Per me, sei sempre stata La Vita, per come l’ho intesa e, sempre più, la intendo.
Priva di compromessi ed equilibri.
Variegata e composita.
Complicata.
Immensamente affascinante, proprio per questo.
Raramente cerco (almeno, mi illudo che sia così).
Trovo più allettante il “trovare”.
L’imbattersi.
Il vivere mentre tutto accade.
Diciamo, il sentirmi investito e scosso (non escludendo, ovviamente, la possibilità che sia io stesso a scuotere e investire).
E, per certi versi, è quello che è accaduto con te.
Semplicemente, ti ho trovata.
e ancora
Ti confesso che ho avuto il timore di perderti (ci pensi? Ti conosco appena e temo di perderti…).
Ma odio farmi condizionare dai timori.
Non ti scriverò mai per impedire che tu sparisca.
Ti ho scritto (e scriverò ancora) solo perché ho cose da dirti (e condividere).
E, seppur in modo del tutto imperfetto, da vivere.

in: sput, è che oggi gira così, gira gira gira, ma smettila

gnegnegne e che due maroni. ne ho piene le tasche di persone che mi chiedono "come stai" per il solo gusto di inondarmi di parole e per poter finalmente dire -loro- quanto stiano male e quanto siano sfortunate e quanto la vita si sia accanita e diochestanchezza.
basta. io sto bene. si metta agli atti. se anche non fosse così sarebbero solo e unicamente fatti miei.
e che cazzo. ero in fila per prenotare delle visite e una mi si avvicina dicendomi: purtroppo noi (noi chi?) che abbiamo questo male ce lo terremo per sempre dentro.
intanto noi non esiste. io non faccio noi con nessuno. posso fare tu ed io ma noi proprio al momento non lo concepisco. il n'existe pas.
poi quale male e dentro dove.
per ultimo contesto il per sempre. per sempre non esiste al mondo.
e così liquido la signora in questione e tutti quelli che non hanno alcun interesse ad ascoltare gli altri ma hanno solo bisogno di un contenitore in cui vomitare frustrazioni.
no. non è tempo per me di porgere il fianco.
meglio evitare di provocarmi lanciando messaggi subliminali, domandando per interposta persona, supplicando compassione e sperando d'essere compresi pur senza parole.
disprezzo l'orgoglio da due soldi almeno quanto il sorriso di circostanza e le parole vuote.
provo una vaga sensazione di repulsione verso chi non abbia ancora imparato, in età adulta, ad essere chiaro. intellettualmente onesto, sebbene non necessariamente coerente.
mi infastidisce chi sia irremovibile e non abbia il coraggio di cambiare idea e di dichiararlo, se necessario; sono intollerante verso chiunque abbia presunte granitiche certezze posate sul fango.
mi urta chi non si metta mai in discussione convinto di avere la verità in tasca e pronto a sputare sentenze salvo poi, ovviamente, sentirsi vittima della altrui incomprensione.
e questo è quanto. fino a prova contraria.




