in: nevermind, streets, gira gira gira




on il va


Sì che vado.
Come al solito prima di andar via sono sempre combattuta fra la voglia di andare e quella di rimanere.
Restare fra le mie cose: il mio letto la mia casa i miei gatti la mia città.
Andare altrove: amici, risate, altri luoghi, altri incontri.

Ma sì che vado.
Firenze. A dire il vero mi dà pensieri.
Lì ho lavorato, ho frequentato persone e locali, ho anche avuto un uomo pro tempore -serenamente abbandonato al mio ritorno a casa, dopo cinque mesi allegri-
E poi adesso ho un pensiero legato lì, pungente ma non doloroso, come una nausea latente, un respiro affannato, un'apnea notturna.

Però vado.
Il trolley viola con dentro quel che serve.
Soprattutto con me stessa e la consapevolezza di sapere quello che voglio, almeno per adesso.





Ma tanto ritorno. Oh sì.



lightofyoureyes: 20:07 |giovedì, 30 ottobre 2008|

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in: light inside, in fragments





sei tu che desideri ardentemente una roba che c'è per metà.
una cosa improvvisa e sorprendente.
ma a metà.

questo vorrà pur dire qualcosa.




Seziono questi giorni in frammenti, sfiancandoli e spossandoli e attendendo che, con un fil di voce, mi chiedano d'essere riposti.

Esamino da prospettive inusuali per evitare di cadere nel tranello del senso di colpa o del rancore.
Sono certa, una volta di più, che non ci sia un senso logico ma neanche cattiveria.
Forse un briciolo di opportunismo -che difficilmente perdono- riesco a scorgerlo, ma ho anche una sportina di giustificazioni da opporre.

Nuoto in un liquido amniotico per niente consolante, senza nutrienti né lenitivi, cercando un sapore qualunque ma che sia un sapore.
Fra lineette di febbre da due soldi passo dallo sgomento al sorriso puro, un po' sfibrata ma con la volontà di non lasciarmi vincere.



sei il tuo baricentro.
non dimenticarlo.


lightofyoureyes: 22:03 |lunedì, 27 ottobre 2008|

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in: sogni e bisogni, dazed and confused, fragile, streets



sens dessus dessous



E così mi ritrovo.

E così mi perdo.

Ti racconto di Torino. In questi giorni è invasa da persone di tutti i generi.
C'è il Salone del Gusto con tutti i suoi colori e i sapori.
C'è Terra Madre e i contadini.
C'è anche la partita gobbi vs granata, oggi. Che i primi si fottano.
C'è qualche migliaio di poliziotti in giro, e mi sembra anche giusto -forse-
C'è che gli alberghi sono strapieni e guarda caso -oltraggio- qualche milanese non ha trovato posto.
C'è che per strada fanno caldarroste e farinata.
C'è che Turin a l'è sèmper Turin.

Da Eataly c'era il mondo, ieri. Ripensando alle carezze ho preso i plin classici, da condire con burro e Castelmagno.
Ho preso anche una robiola e il pane con la farina gialla, come quello dell'altra volta.
Guardo il frigo, inaspettatamente pieno di altro che non sia roba verde o rossa.
E poi mi guardo intorno. E. No.

Oggi cercavo le montagne verso le valli e, sollevando il naso verso il cielo, ho visto un dirigibile blu.
L'ho seguito a bocca aperta mentre mi volteggiava sopra.
Ho pensato che avrei avuto paura. E poi ho pensato alle mie paure, quelle vere.
A tutte quelle che mi si sono affastellate dentro negli ultimi giorni e che ieri ho visto materializzarsi una via l'altra.
Avrei preferito stare sul dirigibile blu.

Oggi pomeriggio mi sono addormentata.
Ho sognato di essere in una casa strana.
Girando fra le stanze, sono entrata in una dove c'era una signora.
Ho chiuso a chiave la porta e ho fatto la pipì in un vasino mentre lei mi trattava come una bimba.
Poi ho sentito urlare il mio nome. Spaesata mi sono girata intorno e la signora sorrideva.
Urlavi, tu, chiamandomi, cercandomi in tutte le stanze.
La signora mi ha detto °ora vai°  e mi sono svegliata sentendoti urlare ancora distintamente il mio nome.
Con il fiato spezzato, io.
E tremante.


Oh, dimenticavo: ricordi RadioServa?
Stamattina l'ho incontrata e mi ha chiesto se lunedì fossi stata male, visto che ero in casa. Tendenziosa, né?
Le ho risposto che no, stavo benissimo.


Stanotte alle tre saranno le due.  Così, tanto per ricordartelo.









 

lightofyoureyes: 21:25 |sabato, 25 ottobre 2008|

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