
in: sogni e bisogni, dazed and confused, fragile, light inside

ho fatto delle scatolette colme all'orlo di immagini ritrovate in fondo
le ho spolverate da quella patina di dimenticanza che s'era creata sopra, le ho sistemate davanti a me in bella mostra
le ho guardate e ne ho sentito il profumo senza confonderle: ad ogni immagine un colore, un sapore, un profumo
un po' di amaro, quel tanto che basta
un po' di dolce, poco che stucca
un po' di coraggio, determinazione q.b.
ho riflettuto su dublino, ne ho parlato, attendo contatti
nel frattempo il mio alter ego spinge i pensieri oltre il limite, scandaglia i fondali alla ricerca di qualcosa che mi possa trattenere
e ci sarebbe, anche
in potenza
ma
questo è un racconto senza punti
è una storia aperta
il finale sarà a sorpresa
sorprendimi

in: nevermind, deep inside, sogni e bisogni, no ordinary love

Le cose cambiano.
Cambiano in una giornata o in una frazione di tempo piccolissima.
Cambiano in silenzio, mi scoppiano dentro e le uniche schegge che riesci a vedere sono quelle dei miei sguardi.
Ti percorro con gli occhi, ti metto a nudo. Ma prima ti lascio credere d'avermi in mano. E nel frattempo apro dei varchi fra me e te.
Ti conosco e ti riconosco. Mi sono nutrita di te, delle tue parole e della tua risata piena.
Ti ho meritato e so che ci sarà sempre un filo che mi legherà a te.
Un filo trasparente.
Ho pensato a te e a molto altro. E mi sono resa conto che il °molto altro° scalzava il pensiero di te.
Di te ovunque e con chiunque.
Riconoscerò la tua voce in mezzo al frastuono. Il tuo passo in mezzo alla folla. Le tue mani fra milioni di altre mani.
Ti tengo dentro per decidere quale sia la giusta distanza. Per dosarti. E per dimenticarti.
Toutefois...
Mi girava la testa. Avevo la percezione di me stessa come su una giostra, quelle che vorticano intorno al fulcro e intorno a loro stesse.
Mi piacciono le tue parole, il tuo modo di parlare d'amore, le parole che conosci e che usi.
Mi piace il tuo modo di amare.
E credo tu debba avere quello che desideri.
La tua matita è incisiva, il tratto è così netto da confondere.
Quando parli di ciò che ami disegni di rosso acceso e sento nelle tue parole il sapore dei tuoi sogni.
E poi, chissà.

in: è che oggi gira così, change happens, luce oltre

Spossata da minuti ore e giorni in cui è successa qualunque cosa, arrivo a questo venerdi con sollievo e il sorriso sulle labbra.
Inizio ad assomigliarmi.
Mi sono svegliata stamattina e il letto sembrava un campo di battaglia. Distrutto. Il piumone aggrovigliato, le lenzuola tirate su, un cuscino in verticale al bordo del materasso e un altro piegato in centro. I gatti a sopportare tutto questo, impassibili.
Eppure devo aver risolto qualche conflitto. Devo aver vinto. Perché oggi sono più leggera e anche più forte, ho voglia di ridere e sono reattiva.
Non indifferente.
Piccole soddisfazioni, ora che mi guardo allo specchio. Piccole, piacevoli soddisfazioni.
Sento la mancanza. E mi piace. Mi mancano certe parole da certe voci di certe persone.
Ho bisogno. Un languore e una lieve morsa allo stomaco. Vita.
Perdo la pazienza. E mi arrabbio per cinque minuti. E poi passa.
Faccio la recita della er rulé, provo parole con tutte le consonanti impossibili. E mi diverto.
Mi piace il fremito provocato da alcune sensazioni, la reazione impulsiva, la risata aperta e divertita verso le cose belle e la stupidità della gente.
Osservo con sguardo caldo, languido, chi anche involontariamente mi abbia ferita.
Non è che ti perdono: proprio non mi tangi.
Sì. Inizio ad assomigliarmi. Di più. E ancora di più.




