in: sogni e bisogni, dazed and confused, voglio volere, luce oltre




Sogni di fine d'anno•


A casa sua con lui, lui quello che canta.

Tranquilli, lui un po' stanco dopo un concerto e io al solito emozionata - che anche alla millesima volta che l'incontro ho sempre il cuore in gola - fumavo una sigaretta e mi guardava con un sorriso sconsolato, scuotendo appena la testa.

Ma sorrideva.

- Voglio farti conoscere una persona, voglio farti conoscere lui.
- Eh ma quando arriva? Che anche io sto aspettando una persona, facciamo uno scambio di casa: viene qui a casa mia e io vado a casa sua per un po'.
- Oh, bello! Allora speriamo arrivino in fretta così prepariamo un caffe e poi si va.

E lui arriva. E mentre arriva il mio ospite dice *sta arrivando quello a cui devo dare la mia casa*.

Era la stessa persona. Era lui.

Ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Ma di quelle risate cristalline, vive, che vengono dalla pancia e esplodono in bocca, con gli occhi che ridono e seguono i gesti, hai presente?

E eravamo in tre. Io e i due uomini più belli del mondo.

E maree di parole e sorrisi e tutto. Tutto Pieno.

Io e loro.



Io e te, e lui.




lightofyoureyes: 09:55 |lunedì, 31 dicembre 2007|

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in: no ordinary love, pura e vergine e unica, luce oltre



♦Piccole cose dimenticate♦


Rileggo quello che ho scritto negli ultimi mesi di quest'anno. Non proprio ultimi...da agosto ad oggi.

Butto molto, tengo qualcosa. Un po' come buttare i piatti dalla finestra all'ultimo dell'anno, e buttare parole pesa di più ma fa spazio. Anche se, come dice il Numero Due [e tu lo sai] *mi sto facendo un po' di posto e che mi aspetto chi lo sa, che posto vuoto ce n'è stato, ce n'è ce ne sarà*.

Un giorno mi hai chiesto *come stai oggi*.

Oggi. Non generico, no. Come stai oggi. Perché hai capito che l'umore varia, altalenante, e con lui i miei pensieri e il mio stato d'animo.

Ti ho risposto così:



Io sono un'onda: a volte mi sento come la spuma bianca, pronta anche a sbattermi contro una roccia.
Altre volte sono la massa d'acqua che sta sotto, che freme per tirarsi su.

Sto così: piena di impeto e di voglia di fare qualunque cosa se credo sia quella di cui ho bisogno, che desidero, che mi faccia andare anche a schiantarmi  contro le rocce e quando sbatto ritorno giù e poi mi ritiro e poi risalgo...sono difficile da gestire anche per me, complicata.

Però come al solito ce la faccio [da sola...], anche se qualche volta mi piacerebbe sentirmi presa per mano; stanotte per esempio non ho dormito NIENTE. Ma sai niente niente? Avevo bisogno di tutto e mi sentivo sconvolta ma mi veniva da ridere a vedermi così agitata. Ho scritto, molto.


E non so perché ma rileggere la tua domanda e la mia risposta mi ha fatto tenerezza. Una sensazione malinconica, lieve, un sorriso appena accennato. Una lucina fragile e tenace.

Mi ero dimenticata di averti detto questo. Ma in fondo ti ho detto tante cose, infinite.
Sei fra le persone che più sanno di me.
Cose rare, difficili, private. Sensibili.


Lucida. Un'onda irruenta a volte. Ma limpida e lucida. E stupita, meravigliata. Sempre.

Che scivola fra le dita, scorre sulla pelle trascinando mille piccole gocce in rivoli fino a quel mare che ho dentro.


lightofyoureyes: 20:50 |sabato, 29 dicembre 2007|

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in: sogni e bisogni, è che oggi gira così, change happens, no ordinary love, luce oltre




No, non è un resoconto di fine d'anno.

Non tiro somme e non trancio giudizi. Che poi mi fotte, quest'anno, che ha ancora quei cinque giorni in cui mi può fare di tutto. No.

Ma.

Ma quante cose sono cambiate. Una vita, è cambiata una vita. Anche di più.

Ho fatto una marea di scelte, di cui sono soddisfatta. Scelte faticose e a volte anche sofferte ma le ho fatte e ne sono orgogliosa.
Ho scelto di stare da sola. Di non avere un uomo in casa al quale chiedere come stai, di chiudere la porta a chiave prima di andare a letto. Ho scelto di aver paura del buio e anche di vivere nel timore dei ladri in casa.

Ho scelto di avere tutto mio. Mio. Tutto mio.

Miei i contratti di casa. Mie le spese. Mie le soddisfazioni. Mia la fatica di ogni giorno e anche il sorriso nel tornare e sentire solo il mio profumo e vedere solo le mie cose.

In questo anno c'è stato un mese che ha raccolto tutto: Agosto. Amo questo mese. Marchiato a fuoco.

Il culmine della fine, il languore dell'amore, l'emozione dei sensi, l'anima assetata, l'alterazione percettiva, la fame di te.

Fragile come cocci di cristallo che si conficcano nelle piante dei piedi ad ogni passo, decisa ad andare avanti fra sangue e frustrazione ma avanti. Perché a me niente viene facile, niente regali né saldi di fine d'anno. Che non voglio niente di scontato, voglio sudare e avere quello che riesco a prendere.




Tu. Tu lo sai che quello che ho avuto non te lo renderò mai. Che hai un posto speciale. Che per me sei l'essenza di tutto quello che vorrei. Che amo la tua vanità e la tua superbia, le tue capacità e il tuo modo di essere. Mi tengo tutto. Senza dire grazie. Solo che alla prossima vita ti aspetto al varco. Con un sorriso. Che sei bello, anche di più. E mi fai ridere.





Ecco.
Questo è stato il mio anno appena trascorso.
Lo chiudo con l'ultima foto nel bagno dell'ufficio, in virtù del fatto che l'anno lavorativo l'ho terminato quattro ore fa. In omaggio al mio lavoro, al suo bagno e anche allo scovolino in basso a destra.



Tutto il resto, proprio tutto, sono io. In braghette, ma io.






lightofyoureyes: 15:45 |venerdì, 28 dicembre 2007|

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