
in: voglio volere, è che oggi gira così

Voglio far ciondolare le gambe da un albero di magnolia
Voglio stare con il naso all'insù a vedere le nuvole passare
Voglio camminare a passo spedito sotto le gocce di pioggia
Voglio un quarto di nobiltà perché mi diverte il pensiero
Voglio ridere con te guardando un film che mi faccia piangere
Voglio sentire freddo di quello che mi fa stringere la sciarpa
Voglio rimettere su i miei guantini lilla che non tengono caldo ma son belli
Voglio avere il desiderio di averti e permettermi di non vergognarmi a dirlo
Voglio soffiare su ogni fiore per sentirne il profumo e per riempirmi di polline
Voglio che tu mi prenda per mano e mi porti ovunque tu voglia
Voglio che decida tu per me perché ne ho bisogno davvero
Voglio vederti sorridere mentre dico qualche sublime sciocchezza
Voglio dormire stanotte perché mi gira la testa
Voglio rimanere sveglia se rimarrai sveglio anche tu
Voglio avere sempre l'entusiasmo che ho mentre lo vedo andare via
Voglio conservare sempre questa leggerezza che mi solleva
Voglio dare tutti i baci che non do da una vita
Voglio dare e prendere e dare ancora
lightofyoureyes: 20:13 |mercoledì, 31 ottobre 2007|
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in: change happens

Arrivi qui usando l'unico mezzo che puoi per entrare in casa mia, il telefono.
Con voce rotta, quasi sottomessa mi chiedi dove fossi finita, perché non ti avessi più scritto.
Dov'eri sparita? Cosa è successo? Chi ti ha portato via da me?
E il colpo di teatro: Come puoi non sentire che ho bisogno di te?
Ma chi sei, ma cosa vuoi?
E' passato troppo tempo in cui sei stato un fantasma, un pensiero lancinante ma vago, qualcosa che credevo di aver addirittura inventato.
Sai tutto quel tempo in cui ero io a pensare a come facessi a non renderti conto che avevo bisogno di te davvero, di una cazzo di parola di conforto, una carezza seppur virtuale per farmi sentire meno sola seppure in compagnia. Dov'eri, tu?
E ora dimmi, hai sentito profumo di miele?
Ora che io ho risolto da sola, ora che ho capito di poter fare quello che prima mi pareva un miraggio.
Ora che sto organizzando la mia vita a mia immagine e somiglianza senza adattarla a nessun altro, senza limare le mie esigenze a quelle di altri.
Ora arrivi tu e mi dici quello che avrei voluto sentirmi dire tempo fa, molto tempo fa. Un tempo innaturale e non misurabile.
Non ti voglio qui. Non ti voglio con me.
Non sono per te, non sono tua, non ho voglia di te.
Non voglio le tue parole, non voglio che mi dichiari il tuo presunto amore e non voglio darti giustificazioni.
Non sono per te, questo ti basti.

in: dazed and confused, è che oggi gira così

No. Stillo indignazione.
Ci sono delle cose che davvero non riesco a accettare.
L'obiezione di coscienza del farmacista, ha dunque rimarcato il Papa, è diritto riconosciuto quando si tratti di fornire medicine "che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia". E i farmacisti, importanti "intermediari tra i medici e i pazienti", "facciano conoscere le implicazioni etiche di alcuni farmaci".
Trovo assolutamente intollerabile, come essere umano e cittadino di questo Stato, che ci sia una così pressante ingerenza della chiesa nei confronti della vita di tutti, credenti o meno.
Gli esempi sono tanti e questo non è che l'ultimo passo - in ordine di tempo - del blaterare del papa e di tutto il suo entourage.
RU486, ad esempio. Al Sant'Anna avevano iniziato la sperimentazione su donne (visto che pare che fare abortire un topo non sia la stessa cosa...) e la sperimentazione mi risulta pretestuosamente interrotta.
Il referendum andato fallito per mancanza di quorum, e quante opportunità e speranze e soldi sono stati buttati alle ortiche.
Il tentativo di rimettere in discussione le leggi sul divorzio e sull'aborto, ultimi veri baluardi di avanzamento sociale ottenuti da questa terra così stracciata e troppo spesso reazionaria.
Ora ci mancavano i farmacisti.
E siccome "E' un obbligo per i farmacisti, così come previsto dalla legge, garantire ai cittadini di trovare in farmacia i medicinali prescritti dal medico" spero che mai si riesca a limitare il diritto del cittadino alla cura, alla prevenzione e anche al NON AVERE FIGLI o AD AVERNE IN QUALUNQUE MODO POSSIBILE.
Che fino a prova contraria dev'essere una scelta.
*confusa sì, ma per altro*




